Ebbene si, il nostro pianeta è gravemente malato. Se ne sente parlare ovunque e oramai da troppo tempo. Salute compromessa dallo sfruttamento indiscriminato dell’ambiente, dalla distruzione degli ecosistemi e, dal commercio illegale di animali selvatici. Mix letale in un mondo altamente globalizzato.

Un mondo in cui viviamo ma per il quale nutriamo forse troppo poco rispetto, eppure non è nostro.

Sempre più silenziose, probabilmente alle nostre orecchie forse stanche o ancora incredule, passano le notizie inerenti soprattutto lo scioglimento dei ghiacciai in Antartide che potrebbe avere un impatto dirompente sull’equatore secondo un studio pubblicato da Nature Geoscience.

I ricercatori hanno indagato il legame tra il ghiaccio antartico e i modelli meteorologici tropicali, rilevando come lo scioglimento dei ghiacci stia riscaldando le temperature di superficie dell’oceano nel Pacifico equatoriale.

Nel dettaglio, secondo le stime, lo scioglimento dei poli potrebbe far aumentare la temperatura dell’oceano Pacifico di 0.5°.

Non si arrestano neanche le chiazze di petrolio. Sono apparse sulle spiagge degli Stati di Alagoas e Pernambuco, situati nel nord-est del Brasile e sono ancora la scia del disastro ambientale che ha messo a repentaglio tutto il territorio.

Il nostro pianeta è malato, tanto malato, anche lui ha bisogno delle sue cure e non c’è più tempo da perdere.

Necessario é pertanto cambiare al più presto il nostro modo di stare al mondo, inquinando meno, smettendo di sfruttare la natura e soprattutto l’acqua, come? Iniziando proprio da QUI.

Solo investendo sull’ecologia, e soprattutto progettando e realizzando concretamente un futuro sostenibile, ci può essere speranza. Ma non basta farlo individualmente, non basta più la singola goccia, nonostante sia importante il contributo di ciascuno, e non basta nemmeno che a farlo sia qualche paese del mondo, l’impegno deve essere collettivo.